• Maria Rita Corona

Alla riscoperta di Gaudenzio Ferrari: gita d'arte a Varallo


Sabato 30 giugno 2018, un piacevole gruppo di persone delle Parrocchie dell’Isola, Belvedere, Caresanablot e di altre Parrocchie di Vercelli si sono recate in pullman a Varallo per visitare la mostra sul “Rinascimento di Gaudenzio Ferrari”.

Gaudenzio Ferrari nasce a Valduggia in Valsesia verso la fine del ‘400 e impara presto, con passione, il mestiere di pittore. Studia a Milano dove rimane affascinato dai moderni artisti del momento quali Leonardo, Bramante e Raffaello. A seguito di un viaggio di studio a Roma ne deriva, in particolare, l'attenzione del Ferrari verso la poetica del Perugino.

È da ipotizzare, tuttavia, che un altro e più fertile apprendistato si realizzi nella "sua" Varallo, tra le pareti della chiesa di Santa Maria delle Grazie e la nascente impresa di edificazione del Sacro Monte di Varallo, progetto al quale Ferrari legherà poi indissolubilmente il suo nome.

Domenica 10 giugno, nel pomeriggio, si erano già ammirate a Vercelli le bellissime opere realizzate del Ferrari nel periodo che soggiornò a Vercelli e ospitate in Arca, all’interno di San Marco e nella chiesa di San Cristoforo.

In quell’occasione è nata l’idea della “gita d’arte” a Varallo.

A Varallo una meravigliosa giornata di sole e la signora Norma “la guida” attende questa comitiva festosa che è pronta a “lasciarsi guidare” per assaporare, col pensiero e con la mente, le caratteristiche storiche e artistiche di tutto ciò che si incontra durante il percorso.

Prima tappa: la Pinacoteca del Palazzo dei Musei, sede della prima sezione della mostra, nelle cui sale sono ospitate le opere realizzate da Gaudenzio Ferrari nei primi anni della sua carriera artistica dalla metà degli anni Novanta del Quattrocento alla metà degli anni Venti del Cinquecento.

Il percorso di mostra racconta i capitoli della vita dell’artista in connessione con i luoghi in cui si tiene l’esposizione tramite opere presenti in loco e richieste in prestito a musei italiani (tra i quali la Pinacoteca di Brera, Musei Reali di Torino, Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama), a chiese del territorio piemontese e lombardo, a musei stranieri (tra i quali il Louvre, la National Gallery ecc.,), e a prestigiose collezioni private italiane.

A Varallo viene affrontato il primo tratto della carriera dell’artista, dagli anni di formazione alle prove del Sacro Monte.

Seconda tappa: La chiesa di Santa Maria delle Grazie, all’interno si conserva una delle opere più ricercate della Valsesia - la grande “Parete Gaudenziana” - un tramezzo affrescato da Gaudenzio Ferrari (1513) nel quale sono illustrati alcuni episodi della Vita e della Passione di Gesù, dall’Annunciazione alla Resurrezione. Il tramezzo affrescato, ideato dal frate francescano San Bernardino da Siena, divide la chiesa in due zone fruibili in modo diverso; la zona antistante la parete, anche in passato, veniva usata come aula di predicazione nella quale i fedeli prendevano posto per ascoltare le omelie pronunciate dal pulpito; la parte retrostante era invece usata per celebrare la Santa Messa e i fedeli potevano accedervi liberamente.

In occasione di questa mostra è stato costruito un ponteggio che alza la visuale permettendo di camminare a pochi metri dalla parate dipinta da Gaudenzio Ferrari.

Dopo la condivisione “gioiosa” del pranzo presso il “Wood Cafè” degli isolani Nicole e Paolo si sale al Sacro Monte, tramite funivia, con una corsa di soli 2 minuti.

La funivia ha la particolarità di essere la più ripida d'Europa.

Il Sacro Monte sorse per iniziativa del Beato Bernardino Caimi, che, di ritorno dalla Terra Santa (alla fine del 1400), volle ricreare in piccolo i luoghi della Palestina, edificando quasi una “Terra Santa in miniatura”.

Si erge sulla sommità di uno sperone roccioso immerso tra il verde dei boschi ed è composto da una basilica e 44 cappelle di cui 8 hanno visto l’intervento di Gaudenzio Ferrari.

Un complesso devozionale è costituito da una serie di grandi cappelle che si snodano lungo un pendio e che rappresentano la salita alla Gerusalemme celeste, alternativa per i pellegrini che non potevano recarsi in Terra Santa.

Una monumentale porta di ingresso si apre all’interno delle mura che delimitano il recinto antico, sottolineando le analogie fra il Sacro Monte e le città storiche.

Il percorso per la visita delle cappelle, pur col passo ed il respiro affaticato dalla salita, viene fatto con devozione con occhi e orecchi attenti alle spiegazioni della guida.

La statua del Cristo Risorto, presso la fontana al centro della piazza, rappresenta la cappella numero 44.

La basilica, dell’Assunta che costituisce la stazione finale delle quarantaquattro cappelle affrescate e popolate da circa ottocento statue a grandezza naturale, conclude l’itinerario religioso del Sacro Monte.

Nella Basilica è posta la statua più antica del Sacro Monte di Varallo, quella della “Madonna Dormiente” ¸ attribuita a Gaudenzio Ferrari.

Questa statua oggi è custodita nella settecentesca cripta della stessa Basilica, il cosiddetto “Scurolo”. Una meravigliosa scenografia presentano le statue in terracotta sospese nel coro: è la Madonna Assunta in gloria, circondata da angeli e santi, sulla quale sovrasta la Trinità.

È stata una splendida giornata nella quale si è visitato quello che è da considerare uno dei patrimoni religiosi e architettonici più importanti e forse non sufficientemente valorizzato e conosciuto.

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