L'ISOLA COME...

16.4.2017

"A come APPARTENENZA"

 

Arrivando dal sottopassaggio, non ci sarebbe da stupirsi, se leggessimo un cartello con su scritto “benvenuti ad Avalon”. In questo luogo dove uno dei miei registi preferiti, David Lynch, troverebbe personaggi per le prossime dieci serie di Twin Peaks, ad Agosto come a Novembre, incamminandosi per via Restano o addentrandosi nelle vie secondarie, c'è sempre una coltre di foschia che avvolge lo spazio a mezz'asta, quanto basta per non vederti i piedi e per avere a tua disposizione l'atmosfera più magica e misteriosa che si possa desiderare.
La sensazione che tutto sia possibile e possa accadere, la fa da padrona. Per chi è forestiero si aggiunge anche un po' di timore, per chi ci è nato, il senso di appartenenza ti fa sentire a casa. Appartenenza, per me questa parola è legata al rione Isola da sempre.

Provo a descriverlo con un breve racconto.

 

Anno 1976/77. Domenica pomeriggio noi ragazzini andavamo a ballare all'Astoria.

Per me e la mia amica Simo, ballare voleva davvero dire ballare, avevamo inventato un nostro modo fatto di salti così alti da farci guadagnare il soprannome di “gazzelle del deserto”. Il nostro pezzo preferito era “I'm your Boogie Man” di KC and the Sunshine Band. Durante una pausa, seduti sui divanetti c'eravamo tutti noi piccoli dell'Isola. Alle nostre spalle le ragazze dei Ciuffi e i Ciuffi, un gruppo della Vercelli bene, lo si capiva perché avevano tutti il Vespino e a quei tempi il Vespino faceva subito nobiltà. Ad un certo punto mi sento acchiappare per i capelli e insultare, dopo un attimo di sgomento, per non soccombere mi difendo e in men che non si dica finì tutto in una rissa generale. Io e la mia rivale, finimmo dal direttore, il signor Barisio, io non sapevo neanche il perché di quella rissa, probabilmente un scambio di persona, mi ricordo però che venne in mio aiuto il Pippo Baston uno dei grandi del rione, entrò in direzione e disse: "Custa a l'è na mata ad l'Isula e l'è trop brava, i garantis mi par le". Il direttore ci lasciò andare tutte e due. Non finì lì, so che i grandi del nostro rione andarono a fare battaglia con i Ciuffi per lavare l'onta. Nessuno avrebbe più osato toccare una ragazza dell'Isola.

 

 

 

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