L'esperienza di Emilio all'Isola

3.11.2017

 

Mi hanno chiesto di scrivere qualcosa sull’Isola, ma, essendo qui da pochi anni, sono uno “straniero” e poco conosco delle vostre storie e tradizioni; ma il caso ha voluto che trovassi qui alcuni elementi comuni alla mia vita: il quartiere, la parrocchia, il mare, anche se “a quadretti”.

 

Straniero ed esule, poiché negli anni ‘50 la migrazione era anche regionale e la mia famiglia è andata in Liguria, dove sono cresciuto in un ambiente diverso, per cultura familiare, dal luogo in cui ero nato, come molti in questo quartiere.

 

Straniero, ma, anche se in modo del tutto casuale, con qualche affinità con il quartiere Isola e la chiesa S. Antonio: i miei genitori infatti sono nati e cresciuti a Milano, nel quartiere Isola (zona stazione Garibaldi) dove si trova la basilica di S. Antonio ed io stesso, per lungo tempo prima di trasferimi qui, ho abitato nella stessa zona.

Zona periferica anche lì, dove, nella Basilica di S. Antonio, i frati distribuiscono pasti ed assistono gli indigenti della città. Del resto anche nelle pietre della nostra chiesa e nel nostro parroco sono presenti queste prerogative e se non lo credete, guardate queste foto e ditemi se non sono un chiaro segno della vocazione di questa parrocchia.

 

Per questo, insieme ad altri, faccio il volontario presso il Centro d’Ascolto parrocchiale ed invito tutti ad essere attivi non solo nella Messa, ma anche dando una mano quando c’è bisogno o anche solo salutando e sorridendo alle persone che si incontrano per strada, come si fa in montagna, perché, come mi ha scritto un caro amico citando Ratan Tata “c’è molta differenza tra esseri umani ed essere umano e solo pochi lo capiscono”

E noi, lo capiamo?

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Please reload

ULTIME NOTIZIE

16.5.2017

COLLABORATORI BLOG CERCASI

Nuovi bloggers per il sito cercasi: tutti coloro che vorrebbero scrivere, collaborare al blog, ricevere informazioni possono contattarci alla mail info@lavocedellisolablog. Scrittori fatevi avanti: Vi aspettiamo!

Please reload