“Mascarin” e coriandoli gialloverdi

7.2.2018

 

Dalla scopa della Befana, cascate di coriandoli e stelle filanti annunciano il Carnevale, arrivato anche quest’anno troppo presto.

La vecchia brontolava. Diamine! Alla sua età i congedi dovrebbero essere più rispettosi e soprattutto più lenti. Potrebbe iniziare così il nostro racconto sul Carnevale.

E’ difficile, oggi più che mai fare il Carnevale senza sentirsi fuori luogo, a meno che non si punti l’attenzione su uno scopo “nobile“. Qui all’Isola, lo scopo nobile sono sempre stati i bambini.

Il richiamo al Carnevale dei bambini lo si riscontra in ogni Bollettino Parrocchiale, precursore del blog La Voce dell’Isola, stilato da Padre Angelico a partire dai primi anni 70, e dalle foto o da qualche video amatoriale si può capire che questo evento rionale, in realtà, si estendeva a tutta la città e non solo, anche al vercellese.

Unico scopo, gioire insieme. Il bello era che tutti si travestivano, al di là del tema dei carri, era pieno di maschere singole o gruppi improvvisati. La compagnia di ragazzi e ragazze, i grandi, come li chiamavamo noi “gagni”, si riunivano tre mesi prima con Padre Gaudenzio, nel salone del teatro per dar vita ai carri fatti con cartapesta.

Non ricordo l’anno esatto in cui iniziarono le sfilate con i carri; ricordo che, prima di allora, si faceva una gran festa nel salone del teatro, i bambini sfilavano sul palco e venivano votati da una giuria di isolani D.O.C. Ogni bambino aveva un premio.

Mia sorella Lorenzina ogni anno mi regalava un costume nuovo: erano sempre costumi originali e desueti ed io non ho mai avuto il coraggio di dire che avrei troppo voluto possedere un vestito da fata o da mago, convinta che finalmente, col giusto abito, sarei riuscita, a fare magie! Un anno a scuola fui scelta, insieme al mio amico Giannetto, per esibirci cantando. Io vestita da giapponese e lui da cowboy; la mia timidezza riuscivo a camuffarla con un incredibile “faccia di tolla”!

Fra i tanti Carnevali, dei quali si può raccontare all’infinito, ne ho scelto uno che parte da una passione che in quegli anni ci aveva letteralmente incendiato i cuori. Ma questa storia  inizia da…pochi sabati fa, lo scorso 20 gennaio 2018 alle ore 20.45, al PalaPregnolato, in occasione della partita Amatori Vercelli – Montebello. Pregnolato era Massimo, un mio carissimo amico che una malattia ha portato via troppo in fretta; era anche un giocatore di hockey, era anche zio di Simone e Davide Motaran, giocatori di Hockey e cugini del nostro Marco Motaran, che da quest’anno gioca in casa.

Stiamo vincendo, non stiamo giocando benissimo, ma stiamo vincendo. Guardo i ragazzi in campo, piano piano li conosciamo sempre di più e, quando hanno la pallina, è con il loro nome che li chiamiamo. Faccio scorrere lo sguardo e noto con piacere che gli spalti hanno sempre meno posti vuoti.

Guardo in panchina e vedo il “Toro”, alzo di poco la testa e gli occhi si fermano sullo striscione “Paolo sei sempre con noi”, una morsa al cuore. Guardo Marzella: sta incitando i ragazzi e i tifosi alla sua maniera, un misto di grinta e aggressività. Senza dubbio funziona. Penso ai vecchi tempi, a quando era un “nemico”: quanto gli abbiamo gridato contro!

1983, Carnevale. Quell’anno, nel nostro Rione, non poteva mancare il carro dedicato all’Amatori e, con il gruppo di amici e tifosi , avevamo creato il gruppo “Domenicaneve e i 7 nani”. A quel tempo Marzella avrebbe potuto essere la “strega”, se non fosse stato FUSTERI (penso un arbitro a nostro dire ingiusto) a dar vita alla strega FUSTERIA!!

Qualche anno dopo il Pino divenne uno dei nostri e, se avessimo replicato con le nostre maschere, un posto tra gli amati 7 nani, lo avrebbe avuto senza ombra di dubbio(Pinolo?)!
“Domenicaneve”, impersonata da Roberto, era la protagonista principale, rappresentava Giuseppe Domenicale, presto amato, a cui, dopo la sua scomparsa, intitolarono la piazza del Palapregnolato.

Il “CacciaToro”, impersonato da Paolo, era chiaramente omaggio al grande Gianni Torazzo, detto “Toro”.

Il principe “CICIU”, impersonato da Piero, era il nostro Alfredo Tarchetti, ancora oggi chiamato dagli amici “CICIU”.

La strega “FUSTERIA” con tanto di pozione magica “VIN-SANTOS” omaggiava Santos Alvares, grande allenatore. Anna era la strega e mai nessuno al mondo era meno strega di lei!!!

 

Una bellissima mela rivestiva Manuela.

Ed ecco alla fine i nostri amatissimi 7 nani.

 

Checcolo = Checco Fontana = Silvia

Danieolo = Daniel Martinazzo = Luisella

Ciriolo = Franco Girardelli  detto CIRIO = Daniela

Bortolo = Roberto Borrino = Lorenzina

Totolo  = Toto Cesana = Marisa

Maurolo = Mauro Rollino = (chi ricorda chi era?)

Lallolo = Claudio Fietta detto Lallo = Io

 

Fu un successone ed un periodo bellissimo: erano ed eravamo invitati ad ogni festa e loro, i giocatori, non disdegnavano nessuno. Noi avevamo rappresentato , attraverso il Carnevale, l’amore dei tifosi, di tutti i tifosi, per loro. Amore ricambiato e ricompensato a grandi mani.

“Questa è la storia” concluderebbe la befana “di quella volta in cui i 7 nani si trasformarono in giganti!”.

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Please reload

ULTIME NOTIZIE

16.5.2017

COLLABORATORI BLOG CERCASI

Nuovi bloggers per il sito cercasi: tutti coloro che vorrebbero scrivere, collaborare al blog, ricevere informazioni possono contattarci alla mail info@lavocedellisolablog. Scrittori fatevi avanti: Vi aspettiamo!

Please reload