O capitano, mio capitano! - Alla scoperta di Samuele De Pietri, capitano dell’Amatori

10.1.2018

 

Ho incontrato per la prima volta il capitano dell'Amatori Hockey, Samuele De Pietri, per Viale Garibaldi in un caldo pomeriggio di fine estate alla presentazione dei nuovi acquisti della squadra.

 

Era con Matteo Farina, io con Deborah, e a tutte e due hanno fatto la strana impressione che fossero tutt’altro che giocatori di hockey…  Mi spiego: l’impressione è stata quella di bravi ragazzi, gentili, riservati e disponibili, facce da intellettuali, addirittura con occhialini d’ordinanza  (Farina). La prima domanda che mi è venuta spontanea quando li ho conosciuti è stata: ma sapranno emergere in questo sport fisico e rude ?

 

Per saperlo sono andata a vederli più volte sulla mitica pista del Palazzetto Isolano e confermo: sanno farlo! Uno è difensore, leader,distributore del gioco, con un atteggiamento paterno verso i compagni più giovani …..l’altro intelligente e sornione, un calcolatore che, quando meno te lo aspetti, ti frega. Dopo aver visto i risultati promettenti, ho avuto curiosità di conoscere  meglio  Samuele. Lui si racconta così: “Mio fratello praticava già questo sport e io messo i pattini per la prima volta a 3 anni; la mia prima partita è stata con la maglia della Reggiana Hockey nel 1987. Dopo una stagione con lo Scandiano, la promozione in A1 e la vittoria della Coppa Italia, ero alla ricerca di nuovi stimoli e Vercelli mi è sembrata la piazza ideale, poi l’amicizia con Torazzo ha fatto il resto.


L’episodio più bello della mia carriera è stata la promozione con il Correggio di Paolo Ragazzi, in quell’occasione sono stati determinanti e miei  63 goal.
Negli episodi più brutti  ha prevalso il carattere da combattente”  (che a noi piace!).

Qualche domanda anche sulle sue relazioni personali ci scappa sempre quindi gli chiedo: “quali sono state le persone più importanti della tua esperienza di giocatore e quelle fuori dal campo?”

 

Lui risponde con sicurezza: "Olimpio Bertani, Paolo Ragazzi , Livio Parasucco (noi di Vercelli lo ricordiamo un po’ meno bene in quanto portiere avversario novarese di tante battaglie), Roberto Crudeli ( a cui noi diamo sicuramente la nostra preferenza). Inutile dire che nel privato sono la famiglia : il padre, la moglie e il figlio che sempre mi sostengono e mi stanno vicini" .

Mi interessa molto sapere anche come si è integrato nella nuova squadra e nell’ambiente isolan-vercellese e quanto gli chiedo qualche informazione, lui precisa: "Il rapporto con il Rione Isola è ottimo, ringrazio tutti per il sostegno e per la carica che ci trasmettono, in modo particolare ringrazio Daniela e Betty del Solito posto per accoglienza e ospitalità che ci riservano sempre (è vero !!)”.

 

Grazie a te Samuele per l’impegno che ci stai dedicando sul campo! A te dedichiamo la frase di Walt Whitman del titolo (che molti ricorderanno nel film L’attimo fuggente) e ti auguriamo tanti e tanti successi in giallo verde.

 

 

 

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