Riflettere sui valori della nostra comunità: la commemorazione dei martiri Partigiani dell’Isola

 

Anche quest’anno il rione Isola ha voluto rinnovare il ricordo dei quattro partigiani del quartiere che si sono immolati affinché la luce della libertà sconfiggesse il buio dei totalitarismi che avanzavano in Europa. Ricordiamoli:

 

Pietro Camana, detto Primula, che alla guida delle prime bande partigiane, accompagnò alla frontiera gruppi di prigionieri alleati evasi dai campi di concentramento italiani e si impegnò in azioni di disarmo di militi fascisti. Assunto il comando della 182ª Brigata Garibaldi, "Primula" la guidò nella battaglia di Mongrando-Torrazzo Sala, nella quale cadde colpito a morte da una bomba di mortaio.

 

Renato Casalino, nome di battaglia Domingo, che si arruolò tra i primi in una formazione garibaldina di Moscatelli, poi 84° brigata “Strisciante Musati”, con la quale prese parte a molte imprese rischiose. Il 7 novembre 1944 presso l’Alpe Fej, nel comune di Rassa (Varallo), durante un cruento scontro a seguito di un rastrellamento operato da truppe tedesche e repubblichine, “Domingo” cadde con l’arma in pugno insieme a tre suoi compagni.

 

Ermanno Agosti, pseudonimo Lupo, appartenente alla divisione Garibaldi “Maffei”, 2^ brigata “Ermanno Angiono Pensiero”. Ferito in combattimento durante gli scontri al cimitero di Rassa, durante una vasta offensiva delle truppe nazifasciste contro i Partigiani in territorio valsesiano, morì appena diciottenne per cancrena il 29.03.1944.

 

Angelo Cena, detto Iano, membro della 182° Brigata Garibaldi, caduto giovanissimo il 4 aprile 1945.

 

Nutrita la partecipazione e numerosi anche gli interventi: in primis il nostro Don Augusto Scavarda, poi Sara Rocutto e Marco Rolando Bozzo, rispettivamente presidenti dell’A.N.P.I Vercelli e di Quarona, Claudio Canato, in rappresentanza della Cgil, che ricordiamo aveva restaurato la lapide dei nostri caduti; inoltre sono intervenuti Maria Pia Massa e l’assessore Graziella Ranghino e il nostro storico Deborah Guazzoni.

 

Tutti gli interventi hanno avuto, come filo conduttore, il richiamo ai valori per cui si sono battuti i nostri eroi e che non dobbiamo mai dimenticare, perché libertà, democrazia, tolleranza, rispetto e solidarietà sono le basi su cui si fonda la convivenza pacifica della nostra comunità. Tuttavia anche questi concetti non sono una conquista definitiva ed è necessario che tutti si impegnino per preservarli e concretizzarli. Si tratta infatti di valori, che oggi, dopo più di settant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, vanno messi in campo per contrastare egoismi e individualismi, che, complice la crisi economica, avanzano preoccupantemente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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16.5.2017

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