Una passeggiata che cambia le prospettive: la camminata per il quartiere 2017

La camminata per il quartiere è ormai un appuntamento che caratterizza la festa rionale l’Isola che c’è. L’idea alla base è quella di coinvolgere i cittadini in un percorso di riscoperta del proprio ambiente di vita; di lettura del territorio attraverso la sua storia e le persone che vi abitano. Può essere anche un momento per raccogliere proposte e per progettare insieme prospettive di cambiamento del paesaggio urbano. La formula è semplice: si cammina, si condividono pensieri, si stringono relazioni. All’edizione 2017 della camminata ha partecipato un gruppo di abitanti incurante della pioggia e quasi del tutto ignaro del percorso che avrebbe compiuto.

 

La prima scoperta è stata un sentiero nel verde, il cui imbocco è completamente nascosto alla vista e che percorre gli anfratti delle case popolari di via Cena e via Egitto. Luoghi che la stampa ci descrive come degradati e pericolosi, ma che sanno nascondere anche scorci interessanti e piacevoli. Se li percorressimo più spesso e ci soffermassimo a contemplarli, potremmo pensare anche ad occuparcene, a renderli un patrimonio pubblico. Un giardino segreto nel cuore del rione.

 

Il gruppo si è poi portato ai giardini di via Restano, dove il mese scorso alcuni abitanti si sono occupati di piantare semi e bulbi, mossi dal desiderio di rendere questo luogo bello e accogliente. Qui l’attivismo dei cittadini è già partito e se ne vedono i segni: incominciano a spuntare le prime piantine, il vecchio scivolo mal ridotto è stato sostituito dopo la perorazione del Comitato. Anche lo spazio verde al di là della strada ha l’erba in buono stato dopo l’attiva richiesta delle persone che risiedono nelle vicinanze.

 

Risalendo la via verso il sottopassaggio i camminatori si sono fermati davanti al vecchio complesso industriale abbandonato, attratti da una figura elegantemente vestita con abiti ottocenteschi. Chi sarà quel distinto signore che legge un giornale incurante dello scorrere del tempo e delle auto, le quali mal si addicono al suo costume? Interrogato al proposito, l’uomo si è presentato dichiarando di chiamarsi Luigi Rossa. Ma come? Il fondatore della fabbrica “Caffè Rossa”, attivata centocinquant’anni prima!! Il signore ha aggiunto di non aver mai abbandonato quel luogo produttivo che ha caratterizzato il popolamento di questo territorio, di fatto fondando un nuovo insediamento abitativo a nord di Vercelli. La nostalgia per quei tempi è trasparsa dal suo discorso, ma dopo tutto il vecchio imprenditore non ha chiesto altro che l’area sia presto riqualificata e che il vecchio edificio con il celebre gazebo possa essere restaurato e, chissà, reso un giorno fruibile dagli abitanti. Un sentito grazie a Giuseppe Piano de Serra per l’ottima interpretazione!

 

Il gruppo, ancora meravigliato per la sorpresa, ha poi attraversato il ponte sul Cervetto, abbellito grazie al lavoro di alcuni cittadini che l’anno scorso lo hanno riverniciato, all’intervento del Comune che ne ha rifatto la pavimentazione e al contributo della floricultura Gorreri che ha provveduto ad apporvi vasi e fiori. Un vero gioco di squadra dove il lavoro di cittadini, amministrazione e privati ha dimostrato di essere un mix vincente per la cura dei beni comuni e dove, ricordiamolo, è stata la buona volontà e la visione degli abitanti ad aver dato avvio a questo meccanismo virtuoso.

 

La tappa finale del percorso è stata l’area antistante ai magazzini comunali nei pressi del sottopassaggio. Qui l’assessore Cressano, disegni apposti alla parete, ha illustrato il progetto di riqualifica del complesso che, nelle intenzioni dell’amministrazione, sarà destinato a residenza universitaria. Il progetto è in attesa di finanziamento, ma già tra i partecipanti si è potuta percepire la speranza per il rinnovamento di un luogo che versa in cattive condizioni e che potrebbe far da volano all’attività economica dei dintorni.

 

Il gruppo, ebbro delle sensazioni del breve viaggio -  perché camminare, ricordiamolo, è sempre fonte di arricchimento - è ritornato al punto di partenza, passando però ancora da un punto che ha assunto una valenza simbolica nel corso dell’ultimo anno: gli scatti di Livio Bourbon davanti al muro del, ancora una volta, “Caffè Rossa”. Le foto, che ritraggono gli abitanti del rione, sembrano voler instaurare un dialogo con i passanti e raccontar loro che l’Isola è sì periferia, ma solo rispetto a piazza Cavour. La camminata ha forse dimostrato che l’Isola è un territorio che va vissuto fino in fondo e che sa esser centro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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16.5.2017

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